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Missione Shanghai. Vicenza a caccia di turisti cinesi
Un video fa volteggiare un Dragone d’oro tra le bellezze della città e del territorio. E una cartolina proverà a spiegare l’Olimpico del Padiglione Italia
Jin Cheng: in mandarino significa Città d’Oro. Basta aggiungerci una sillaba, Zi Jin Cheng, e la Città diventa Purpurea. Per un miliardo e mezzo di cinesi è il nome della “città proibita” di Pechino, la reggia splendida e misteriosa passata dalle lontane magnificenze dell’Impero Celeste alle odierne meraviglie politiche del Partitone Rosso inventore della più veloce economia para-capitalista della storia. Un luogo-calamita per l’immaginario del paese più popolato del globo.
Bene. Che c’entra questo lessico estremorientale con Vicenza?
C’entra perché puntando sull’oro e giocando sulle assonanze ben pronunciate, la Fiera, il Comune e la Provincia proveranno a evocare le bellezze non-proibite di Vicenza-Jin Cheng per il pubblico che sta affollando - a qualche centinaio di chilometri dalla capitale - l’Expo di Shanghai, dove fino a ottobre sono attese 70 milioni di presenze.
«C’è un turismo potenziale fatto da 300 milioni di cinesi» dice il sindaco Achille Variati. Anche facendone arrivare nei prossimi anni meno di una scheggia a Vicenza, sarebbero comunque numeri da capogiro per chi di turismo vive.
E allora ecco i vicentini partire - mercoledì prossimo, 14 ore di volo, tre giorni di permanenza, ritorno domenica - per una missione da lillipuziani nel mondo di Gulliver, ma organizzata con molta fiducia.
Già c’è l’Olimpico in versione tecno-tridimensionale a fare da ingresso al Padiglione Italia. Arriveranno adesso un video appena costruito dalla Blipvert di Roberto Del Bosco per Comune e Consorzio Vicenzaè (costo 40 mila euro) e una montagnetta di cartoline (altri 10 mila euro) che - naturalmente in cinese-mandarino - raccontano il gioiello palladiano come “il più antico teatro coperto al mondo”.
«Bellezza, oro, armonia: il video è stato preparato immagine per immagine per colpire l’attenzione di questo grande mercato turistico» ha commentato Variati alla presentazione fatta ieri a Palazzo Trissino, presenti con lui l’assessore provinciale Dino Secco e il vicepresidente della Fiera Stefano Stenta.
Nella sequenza, una colata d’oro scende dall’Olimpico e percorre volando in forma sinuosa - come un Dragone, essere grandemente positivo nella simbologia cinese - i luoghi-clou delle architetture e dell’arte vicentina, scanditi in ideogrammi e lingua (O-lìm-pì-cò - Pà-là-diò) per captare la curiosità dei visitatori dell’Expo.
A Shanghai viaggeranno con Variati e Secco, gli assessori provinciale e regionale Antonio Mondardo e Marino Finozzi, il presidente della Fiera Roberto Ditri con il consigliere Renato Corrà, e il portavoce del sindaco Jacopo Bulgarini d’Elci (su di lui e sulle spese per il viaggio già ieri rumoreggiavano le opposizioni di sala Bernarda; spiegazione per i curiosi e i maliziosi: «Farà da addetto stampa per l’intera missione, specie per quanto riguarda i contatti in inglese con stampa e tivù. E l’operazione-Shanghai è tutta a carico della Fiera»).
Fieristico sarà l’appuntamento col lusso: il 26 giugno in sfileranno le 53 collezioni di Gold Expressions, mostra di gioielli con creazioni di 33 aziende orafe italiane, alcune delle quali vicentine. E in una conferenza-stampa saranno presentati Vicenza, il video e il sito internet dedicato al Teatro Olimpico preparato da Vicenzaè anche in cinese ([FIRMA]www.teatrolimpicovicenza.it). Il video sarà riprodotto nel Padiglione Italia on line e diffuso, insieme con le cartoline, nello stand di Venezia, nella zona dell’Expo dedicata alle città particolarmente importanti a livello internazionale.
(da "Il Giornale di Vicenza" - 19 giugno 2010)
(19-06-2010)
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