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«La Cina non è più il nemico. Oggi tutela il design orafo»
CONVEGNO IN FIERA. Faraggiana: «Un mercato interessante, ma per approfittarne bisogna seguire le loro regole»
«La Cina non è più un nemico per marchi e design, ma può essere un’opportunità se si seguono le sue regole». Sfata un tabu Carlo Luigi Iannone, dello studio Barzanò & Zanardo, parlando delle novità normative in materia di tutela del design orafo nel mondo asiatico nell’ambito del convegno sul tema organizzato ieri in Fiera dallo stesso studio.
«La Cina - spiega - ha leggi in linea con i paesi occidentali e aderisce a tutte le convenzioni. Si tratta di un mercato interessante, nel quale c’è un grande interesse per i prodotti di design Made in Italy, ma senza tutele adeguate non ci se ne può avvantaggiare. In Cina c’è una nuova legge sui brevetti che include la tutela del design, solo, però, se si registra il disegno in loco». Che le tutele esistano e siano reali lo confermata anche Vittorio Faraggiana, presidente dell’Ordine dei consulenti in proprietà industriale, che racconta come «in Cina siano state avviate cause contro la contraffazione, nelle quali il tribunale del popolo ha dato ragione alle aziende italiane». Azioni alle quali contribuiscono anche i “desk-anticontraffazione” dell’Istituto per il commercio con l’estero, il cui lavoro è stato illustrato da Marina Giangrande.
Faraggiana descrive però anche una situazione italiana di poca attenzione a questo tipo di tutele. «Le nostre aziende - spiega - ricorrono ancora troppo poco alle registrazioni di marchi, modelli e diritti d’autore per l’opera artistica, rispetto alle imprese degli altri Paesi, dove questo tipo di tutela è incoraggiata da più anni ed era più efficace. C’è stata infatti poca attenzione da parte delle autorità italiane, che si rifletteva nei pochi strumenti dati all’ufficio brevetti. Negli ultimi tempi, però, la situazione sta migliorando, anche con la riorganizzazione dell’ufficio brevetti e marchi a livello europeo. Certamente far parte dell’Unione europea aiuta, perché alcune norme europee sono diventate efficaci anche in Italia. In generale, comunque, le aziende cominciano ad avvalersi molto più spesso delle tutele».
Per quanto riguarda, invece, la tutela in Fiera, si può dire che la ripresa passi anche dalle denunce, almeno secondo l’analisi di Stefano Mingaia, coordinatore nazionale del Giurì del design orafo di Assicor. «Nel 2009 - spiega - il momento di crisi strutturale si sentiva anche nel numero di denunce registrate, perché le aziende sentivano molto di più altri problemi, come il credito o le difficoltà d’incasso, che avevano distratto le energie dal mettere in cantiere nuove produzioni, tanto che in tutte le tre edizioni dell’anno, più la fiera di Arezzo, avevamo avuto 6-7 denunce. Che nel 2010 qualcosa si stia muovendo lo dimostra il fatto che in tre giorni di Vicenzaoro First ne abbiamo già ricevute cinque. Significa che le aziende hanno nuove collezioni, e che si vendono bene, altrimenti non ci sarebbe interesse a tutelarle».
Colpa dei soliti cinesi? Niente affatto. «I contenziosi - conclude Mingaia - sono principalmente tra aziende italiane, spesso anche dello stesso distretto».
(da "Il Giornale di Vicenza" - 21 gennaio 2010)
(21-01-2010)
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