Le peculiarità localizzative del settore dei preziosi

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Alla data del 30 giugno 2002 il settore dell'oreficeria, argenteria e affini nel suo complesso, a livello di macro aree presenta un elevato livello di concentrazione rispetto al complesso delle attività imprenditoriali nella parte centrale del Paese. Anche se la maggioranza delle imprese risulta localizzata nel Mezzogiorno che raccoglie il 31,3% delle imprese orafe nazionali (con una differenza rispetto all'economia nel suo complesso pari a -2,1%), il Centro Italia, raccoglie il 24,5% delle imprese totali contro il 18,6% delle imprese complessive. Tale scarto è quasi per intero attribuibile alla regione Toscana che da sola assorbe il 12,5% delle imprese del settore dell'OAA a fronte del 6,9% del totale del sistema imprenditoriale. Per quel che riguarda le altre due ripartizioni il loro peso sul totale nazionale per il settore dell'OAA è inferiore rispetto a quanto avviene con riferimento al complesso dell'economia. Particolarmente penalizzato risulta essere il Nord-Est, che pur comprendendo entro i propri confini una delle province storiche del settore dell'OAA, quale è Vicenza, vede un differenziale negativo di 2,6 punti percentuali imputabile principalmente all'Emilia Romagna (-2,8 punti percentuali).

Segmentando il dato complessivo del settore dell'OAA nelle componenti produttiva e distributiva si nota in particolare come nel Centro sia particolarmente concentrata la componente produttiva dell'intero settore (31,8% rispetto al peso dell'area nel panorama nazionale per il comparto manifatturiero, pari a 20%). Al contempo, la componente produttiva risulta essere invece relativamente meno presente nel Mezzogiorno, che raccoglie il 21,2% delle imprese contro il 26,4% del comparto dei manufatti (-5,2 punti percentuali). E' il comparto distributivo a caratterizzare in modo peculiare il Mezzogiorno, in cui il peso di questo sotto-settore sul totale nazionale è pari a 36,5%, staccando in tal modo di quasi 12 punti percentuali la seconda ripartizione (il Nord-Ovest, il cui peso delle imprese commerciali del settore sul totale del Paese è pari a 24,8%).

Mentre nel caso del commercio il profilo della distribuzione territoriale delle imprese appare abbastanza similare tra beni dell'OAA e distribuzione in complesso, nel caso della attività manifatturiera si riscontra una certa difformità.

Se come punto di riferimento territoriale si prendono poi le province, si nota come il settore dell'OAA sia decisamente più concentrato su poche realtà rispetto a quanto accade per l'intera economia.

Per comprendere meglio questo concetto si ordinino le 103 province italiane secondo la quota di assorbimento di imprese del settore orafo e dell'economia in generale e si sommino i valori così ottenuti fino al raggiungimento della soglia del 50%: il risultato di questo esercizio (riportato nella Tabella VI.1), mostra che per quanto riguarda il settore orafo questa soglia si raggiunge utilizzando solamente le prime 14 province, mentre ne occorrono ben 10 in più per ottenere il medesimo risultato per il complesso dell'econo-mia.

La graduatoria relativa al settore dell'OAA stilata in base al peso assoluto dei territori, presenta al vertice Milano, che concentra il 6,4% delle imprese totali del settore, dato in linea con il totale dell'economia. Seguono Roma e Napoli che raccolgono rispettivamente il 6,1% e il 6% delle imprese orafe a fronte di valori di poco superiori al 4% per l'economia nel suo complesso.

Le differenze diventano però più marcate per le province di Arezzo, Alessandria e Vicenza che, occupando rispettivamente il 4°, 5° e 6° posto, si confermano come le principali realtà del settore dei metalli preziosi del Paese.

In particolare, Arezzo concentra il 5,9% delle imprese del settore contro appena lo 0,7% registrato con riferimento al totale delle imprese.

Le 12 province appartenenti ad Assicor, confermando la loro specifica vocazione in queste attività, raccolgono quasi il 40% delle imprese dell'OAA, contro il 24,9% delle imprese complessive del Paese.

Ripetendo lo stesso esercizio si nota che all'interno del settore dei metalli preziosi è la parte produttiva a risultare nettamente più concentrata in alcune realtà. Sono infatti sufficienti solamente sei province a raggiungere il tetto del 50% nell'ambito del comparto produttivo. Questo grazie anche al risultato conseguito dalle prime tre province, nell'ordine Arezzo, Alessandria e Vicenza, che insieme raccolgono oltre 1/3 delle imprese produttrici di preziosi.

Per quel che riguarda il settore della distribuzione, per il quale occorrono ben 19 province per raggiungere la soglia del 50%, esso si localizza nei principali capoluoghi del Paese. Rispetto a quanto fatto segnare per la produzione sono in particolare Bari e Catania ad evidenziare una maggiore incidenza, occupando rispettivamente il 5° e l'8° posto, a fronte della nona e 41-esima posizione che esse vantano nel comparto produttivo.

Una conferma ancor più marcata della specializzazione orafa di province come Arezzo, Alessandria e Vicenza la si ottiene andando a considerare come indicatore il cosiddetto "indice di specializzazione", definito come il rapporto tra la presenza relativa di imprese di OAA per una provincia e l'analoga quota calcolata a livello nazionale.

La graduatoria provinciale degli indici di specializzazione vede al primo posto Arezzo, con un indice pari a 8,817 (significa che il peso del settore ad Arezzo è importante quasi nove volte rispetto a quanto accade nella media), dato che conferma la provincia aretina come la più "vocata" nel settore dei preziosi. Al secondo e terzo posto troviamo Alessandria e Vicenza, altre province tradizionalmente leader nel campo dell'arte orafa, con una specializzazione sempre molto elevata, pari rispettivamente a 5,763 e 3,147.

All'interno della graduatoria è interessante notare come al 5° posto si collochi Trieste, con un indice pari all'1,584, valore corrispondente a quello registrato dal complesso delle province con Camere di commercio soci Assicor.

Singolare è il caso della Calabria: 4 delle sue 5 province (nell'ordine Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria) presentano un indice superiore a 1, soglia che indica una presenza locale maggiore rispetto alla media nazionale e quindi una certa vocazione in questo tipo di attività.

Con riferimento alle province presenti in Assicor, oltre ad aver già rilevato la specializzazione testimoniata dal valore dell'indice che supera 1,5, appare interessante sottolineare la presenza di sei realtà particolarmente specializzate: oltre alle "scontate" province di Arezzo, Alessandria e Vicenza troviamo Firenze, Napoli e Palermo. La realtà meno specializzata risulta Torino (0,719), il cui risultato è evidentemente condizionato da una presenza molto consistente di altre attività economiche.

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