La dinamica imprenditoriale del settore negli ultimi anni

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Nel periodo 1998-2001 il settore dell'OAA ha sperimentato una crescita in termini di numerosità imprenditoriale del 4,1%, valore di poco superiore al 3,6% fatto segnare dal complesso dell'economia nazionale. Tale dinamica di crescita si è dimostrata piuttosto regolare nel tempo, visto che i tassi di variazione annuali sono compresi fra l'1,1% del 2001 e l'1,6% del 2000, passando per l'1,4% del 1999. Tale comportamento espansivo non ha però riguardato tutti i comparti del settore, anzi, per alcuni ambiti come la fabbricazione di orologi e la riparazione di gioielli e orologi stessi, si è verificata in tale periodo una brusca diminuzione della base imprenditoriale, valutabile nell'ordine del 6,5% per il primo comparto e del 3,6% per il secondo.

Perdite consistenti si sono verificate anche in altri settori di "nicchia". Tra questi si segnala il -8,4% subito dalla coniazione di monete e medaglie e il -7,6% della lavorazione di pietre preziose e semipreziose per gioielleria e uso industriale. Tali ambiti sono però poco consistenti in termini consistenza di imprese, ed esercitano perciò una modesta influenza sull'andamento complessivo del settore. Nella prima metà del 2002 si registra invece una certa stagnazione: a fronte di un dato per il totale dell'economia che vede nei primi sei mesi del 2002 una crescita dello stock di imprese dello 0,41%, il settore fa infatti segnare una contrazione, sia pure di livello molto contenuto (-0,05%). Ancora una volta sono i settori meno incisivi in termini di numerosità imprenditoriale a far segnare le perdite più consistenti. Su tutti svetta la coniazione di monete e medaglie (-7,3%), mentre una novità è costituita dalla produzione di metalli preziosi e semilavorati, che hanno perso ben il 5,9% del loro tessuto imprenditoriale in soli sei mesi passando dalle 255 attività presenti al 31-12-2001 alle 240 risultanti al 30-6-2002.

Analizzando i livelli di variazione sul territorio si nota in prima istanza come la crescita del 4,1% precedentemente segnalata sia dovuta ad un vero e proprio boom del settore nell'Italia meridionale. In quest'area nel triennio 1999-2001 il numero di imprese è cresciuto infatti del 9,1% (passando da 10.284 a 11.235 unità), con un ritmo di sviluppo più che doppio rispetto al complesso dell'economia. Il settore è stato trainato in modo particolare dalla fabbricazione di oggetti di gioielleria e articoli annessi, cresciuto del 17%. All'interno di questo ambito è poi da sottolineare il 26,9% fatto segnare dalla fabbricazione di oggetti di gioielleria ed oreficeria di metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi. Le note dolenti provengono anche in questo caso da settori di "nicchia": in modo particolare la produzione di metalli preziosi e semilavorati (-14,7%, variazione peculiare per il Mezzogiorno) e la coniazione di monete e medaglie (-23,5%).

Complessivamente positivo (anche se leggermente inferiore a quello fatto segnare dall'economia dell'area nel suo complesso) è anche il dato dell'Italia centrale (4,9%). In controtendenza rispetto a quanto accade nel resto del paese, in quest'area è particolarmente positivo l'andamento di settori come la fabbricazione di orologi e la coniazione di monete e medaglie, che fanno segnare progressi consistenti (valutabili rispettivamente nell'ordine del 12,2% e del 16,7%).

Nell'Italia settentrionale il settore appare invece nel complesso stagnante, con progressi limitati al di sotto del singolo punto percentuale. Entrambe le aree del Nord della Penisola risultano fortemente penalizzate dalla forte riduzione della riparazione degli orologi e dei gioielli (-7,1% nel Nord-Ovest e -5,8% nel Nord-Est).

La tendenza fin qui descritta sembra confermarsi anche nel 2002. Dalle risultanze emerse dall'analisi della demografia imprenditoriale nel primo semestre di quest'anno emerge come a fronte di un settore complessivamente in stagnazione spicchi ancora il dato del Mezzogiorno, che con l'1,2% di crescita di imprese fa segnare un incremento di sei volte superiore a quello dell'intera economia. In crescita (modesta) anche il Centro Italia, mentre appare essere marcata la contrazione nelle regioni nel Nord. Nel Nord-Ovest la diminuzione del numero di imprese è stata pari all'1,1% a fronte di un dato positivo pari a 1% per il totale dell'economia locale, mentre nel Nord-Est si è attestata su -0,9% a fronte di una situazione generale stagnante. Da notare poi che in entrambe le aree ora menzionate non vi sono comparti che presentano segni positivi.

Analizzando i risultati fin qui emersi nelle articolazioni provinciali si ha che il predominio del Sud si traduce con la presenza nella graduatoria del tasso di variazione 1999-2001 di ben 17 province nelle prime 20 posizioni. Inoltre, se si escludono le province di Agrigento e Nuoro, tutte le province meridionali presentano variazioni positive. In testa alla graduatoria si trova la provincia di Caserta, che fa segnare una eloquente crescita del 28%. Interessante anche la performance di tutte le province calabresi, che si collocano tutte entro le prime nove posizioni della graduatoria generale, con ritmi di crescita compresi fra il 14,5% di Cosenza e il 27,3% di Reggio Calabria. Per quanto riguarda il Centro (altra area dai ritmi di crescita particolarmente significativi) è Arezzo, con una crescita del 9,8%, a far segnare la crescita più elevata, pur collocandosi appena in 19-esima posizione nel ranking nazionale. Infine in un Nord che come detto appare essere stagnante (limitatamente alla dinamica imprenditoriale) spiccano alcuni casi particolarmente significativi come Biella (16,9%, settimo posto) e Asti (10,4%, 17-esima posizione), che si staccano decisamente dalle altre realtà. Interessante notare infine come il Piemonte sia la regione leader nel Nord-Ovest collocando ben tre realtà in testa alla graduatoria limitata a questa macro-ripartizione.

La scomposizione dei dati presentati a per specializzazione dell'impresa mostra anzitutto una variabilità molto più accentuata per il comparto produttivo in cui gli estremi sono costituiti da Catanzaro, che vanta una variazione positiva del 121,4% e Parma che invece presenta una diminuzione del 29,7%. Per quanto riguarda la specializzazione commerciale i limiti superiore ed inferiore sono dati rispettivamente da Caserta (+21,3%) e Nuoro (-10,7%).

Avendo già accennato in precedenza agli elevati livelli di crescita fatti segnare dal Mezzogiorno, non sorprende il fatto che le prime posizioni di queste graduatorie siano monopolizzate o quasi da province del Sud. In quella relativa alla produzione ben 17 delle prime venti posizioni sono occupate da province meridionali, con eccezioni costituite da Massa Carrara (55,6%, settimo posto), Gorizia (45,4% decimo posto) e Novara (25%, equivalente alla 18-esima posizione). Nella graduatoria basata sulle attività commerciali riescono ad inserirsi nelle prime 20 posizioni sei province extra-meridionali, tra cui spicca Biella che con una variazione del 17,3% riesce a conquistare la terza posizione.

Le informazioni relative al settore artigiano di fonte Infocamere non consentono di compiere un'analisi temporale articolata come nel caso del settore nel suo complesso, fornendo informazioni solamente a partire dall'anno 2000.

Complessivamente, nel 2001, le imprese artigiane del settore dei metalli preziosi hanno fatto registrare un lieve aumento della base imprenditoriale (+0,5%) rispetto al 2000. All'interno del comparto, tuttavia, si registrano andamenti differenziati.

La componente manifatturiera presenta un incremento tendenziale del 2,1%. Più in particolare, la classe della "Fabbricazione di oggetti di gioielleria e articoli annessi n.c.a." (36.22), la più rilevante in termini di imprese e occupazione, è l'unica che registra una variazione positiva (+2,3%) e, in ragione del suo consistente peso nel comparto, condiziona il risultato complessivo dell'intero settore produttivo.

Le imprese della distribuzione, invece, fanno registrare una diminuzione tendenziale complessiva nello stock del 2,9%, particolarmente consistente per le categorie del "Commercio all'ingrosso di orologi e gioielleria" (51.47.5, variazione pari a -21,1%) e del "Commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria" (52.48.3, -10,8%).

Nel primo semestre del 2002, le imprese complessive della componente artigiana del settore hanno segnato un decremento dello 0,6% rispetto alla fine del 2001, riduzione più netta per il comparto commerciale (-2,1%) a fronte della stabilità della divisione produttiva).

Tutti i comparti di attività del settore registrano variazioni congiunturali negative ad eccezione della fabbricazione di oggetti di gioielleria e articoli connessi che mostra una sia pur lieve crescita (+0,2%).

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