Il commercio con l'estero

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Nel 2001, a livello nazionale, le esportazioni complessive del settore dei metalli preziosi sono ammontate a 9.501 milioni di euro (pari al 3,5% delle esportazioni nazionali) mentre le importazioni sono state di 14.466 milioni di euro (il 5,6% delle importazioni totali). Il saldo commerciale per l'intero settore è risultato dunque negativo per 4.965 milioni di euro a fronte di un valore positivo di 8.875 milioni di euro per quello nazionale.

La vocazione all'attività sui mercati esteri del settore è molto accentuata: effettuando una stima del fatturato complessivo del comparto emerge come le vendite all'estero rappresentino una percentuale superiore al 55%, con un dato di eccellenza per il Nord-Est (in cui si arriva a superare l'80%) e un dato al contrario molto basso per il Mezzogiorno, in cui come si è già evidenziato in precedenza l'attività riguarda più il commercio interno che non la produzione (e quindi l'export).

All'interno del settore, l'apporto più consistente delle esportazioni, è costituito dai gioielli e dagli articoli di oreficeria, consistenti in beni per il valore di 5.695 milioni di euro, equivalenti a circa il 60% delle esportazioni del settore.

La quasi totalità delle importazioni ha riguardato, invece, i metalli preziosi, il cui valore è ammontato a 12.571 milioni di euro, pari all'87% delle importazioni totali.

Nell'anno 2001, il mercato più importante per la destinazione delle merci del settore dell'OAA, è l'Europa (52,9%), in modo particolare l'Unione Europea, dove sono stati esportati beni per 3.771 milioni di euro pari al 40% delle esportazioni complessive.

Le esportazioni verso l'America sono ammontate a 2.830 milioni di euro, con una quota del 30%, mentre il mercato asiatico ha assorbito beni per 1.341 milioni di euro con un'incidenza sull'export di OAA del 14,2%.

L'Europa è anche il principale fornitore di beni preziosi. Da questa area essi vengono importati per un valore di circa 10.216 milioni di euro, pari ad una quota del 70,6% dell'import complessivo. Un'area di particolare significato per l'approvvigionamento di beni di oreficeria, argenteria e affini, è l'Africa: da questo continente vengono infatti importati metalli preziosi e materie prime per un valore di 1.628 milioni di euro, pari ad una quota dell'11,3% sull'import totale.

L'America, che occupa il secondo posto come area di destinazione, scende al terzo come area di provenienza delle merci, con una quota del 9,9%.

La composizione merceologica dell'interscambio commerciale mostra come nel 2001 la voce principale nel panorama delle merci esportate sia principalmente quella dei gioielli e degli articoli di oreficeria. In America, in particolare, le esportazioni di questi prodotti costituiscono oltre il 90% dell'export complessivo del settore. Anche nei Paesi asiatici e in Oceania si esportano principalmente prodotti di gioielleria e articoli di oreficeria con quote attorno all'80%. Più bassa a tale riguardo è, invece, la quota dell'Europa (37,7%). I metalli preziosi vengono esportati soprattutto in Europa (55,7% delle vendite), mentre, gli orologi hanno un mercato piuttosto modesto.

Dal lato delle importazioni, si è già sottolineato come i metalli preziosi rappresentino la merce maggiormente richiesta dall'Italia.

Nei confronti dell'America, e soprattutto dell'Africa, l'importazione di tali beni costituisce oltre il 95% del totale. Più diversificata è la tipologia di importazioni provenienti dall'Asia: oltre ai metalli preziosi (54%), esse riguardano anche gioielli e articoli di oreficeria (27%) e orologi (19%).

I Paesi di provenienza e di destinazione dei prodotti, classificati in ordine decrescente per valore complessivo dell'export e dell'import, aiutano a cogliere il ruolo che i diversi Paesi svolgono nell'interscambio commerciale con l'Italia.

Il cliente più importante per il settore dell'OAA sono gli Stati Uniti, verso i quali sono stati esportati nel 2001 beni per 2.111 milioni di euro. L'importanza di questo mercato di sbocco è testimoniata dal fatto che esso assorbe oltre il 22% delle esportazioni nazionali del settore. I prodotti di gran lunga più esportati in USA sono i gioielli e gli articoli di oreficeria, che assorbono il 90% del totale. Seguono in graduatoria due Paesi dell'Unione Europea, (Germania e Francia), con valori molto simili, rispettivamente 894 e 868 milioni di euro, pari a circa il 9% delle esportazioni italiane. Nei due Paesi, tra le merci esportate, si insediano al primo posto i metalli preziosi, che assorbono il 70% delle esportazioni tedesche e il 65% di quelle francesi, cui seguono i gioielli e gli articoli di oreficeria, con quote pari al 27% e al 34%, rispettivamente.

Molto basse risultano, invece, le esportazioni di orologi, con percentuali attorno al 2% sull'export totale di entrambi i Paesi. Il quarto mercato di sbocco è la Svizzera, dove vengono esportati beni per 618 milioni di euro, con una quota sul totale delle vendite all'estero del 6,5%. Nel caso della Svizzera, oltre ai gioielli e agli articoli di oreficeria, risultano significative le esportazioni di orologi (circa il 31% del totale).

Seguono, in ordine decrescente di importanza, Regno Unito, Spagna ed Emirati Arabi Uniti. Tra Paesi asiatici, il più ricettivo per le esportazioni è Hong Kong, che acquista beni dall'Italia (prettamente gioielli e articoli di oreficeria) per un valore di 281 milioni di euro, con una quota pari al 3%.

La Svizzera, oltre ad essere tra i primi 10 paesi di destinazione, è anche il maggior fornitore per il settore dell'OAA. Nel 2001, a livello nazionale, si sono importati da questo paese beni per 2.817 milioni di euro, pari al 19,5% delle importazioni complessive. L'acquisto di merci dalla Svizzera ha riguardato in misura elevata i metalli preziosi (74%), così come spicca la percentuale elevata di importazioni riguardanti gli orologi, pari a 21%.

Nella graduatoria di paesi di import segue la Germania che, oltre ad essere il secondo maggior mercato, è anche il secondo paese di provenienza, con una importazione di beni (esclusivamente metalli preziosi) per 1.874 milioni di euro pari al 13% del totale.

Al terzo posto troviamo in questo caso la Repubblica Sudafricana (10,2%) da cui si importano materie prime come argento, oro e platino. Da segnalare la presenza nelle prime 10 posizioni della Russia e del Cile, con quote attestate attorno al 6%.

Per quanto riguarda gli scambi con l'estero a livello provinciale, Arezzo nell'anno 2001 ha esportato beni di OAA per un valore di circa 2.300 milioni di euro (pari al 25,1% delle vendite all'estero del settore), risultando così la prima provincia italiana nella relativa graduatoria. I principali paesi mercato di sbocco per le esportazioni della provincia aretina sono gli Stati Uniti (29,6%) e gli Emirati Arabi (9,4%). La quasi totalità delle esportazioni hanno riguardato i gioielli e articoli di oreficeria (88,5%) seguiti dai metalli preziosi (11,4%).

Nella graduatoria dell'export segue Vicenza, che ha venduto all'estero beni per 2.100 milioni di euro, pari al 22,5% delle esportazioni di OAA. Anche in questo caso il prodotto maggiormente esportato sono stati i gioielli e gli articoli di oreficeria (oltre il 90%).

E' importante segnalare che queste due province, da sole, coprono quasi la metà dell'export nazionale dei beni preziosi (47%).

Con oltre 1.200 milioni di euro esportati nel 2001, la provincia di Milano ha contribuito agli scambi nazionali verso l'estero per circa il 13%, quota che la colloca al terzo posto in graduatoria. In questo caso le tipologie di merci appaiono diversificate: il 47% riguarda i gioielli e articoli di oreficeria, il 45% i metalli preziosi e circa l'8% gli orologi.

Proseguendo nella lettura della classifica, emergono quote importanti anche per Alessandria e Brescia, con valori rispettivamente del 6,4% e 6,1%. In particolare la provincia di Alessandria esporta principalmente gioielli e articoli di oreficeria (81%) mentre Brescia esporta esclusivamente metalli preziosi (99%). Seguono infine in ordine decrescente di importanza Venezia, Treviso, Cagliari, Varese e Roma.

Per quanto concerne le importazioni, la provincia di Milano acquista beni per 2.343 milioni di euro (il 16,2% delle importazioni nazionali) risultando così la prima provincia in graduatoria. Le merci provengono quasi esclusivamente dal mercato europeo (74%, 43% dall'Unione Europea) e i principali paesi fornitori sono la Svizzera (22,9%) e la Germania (14%). Le importazioni della provincia milanese riguardano soprattutto i metalli preziosi (66%) e gli orologi (25%). Segue Arezzo, che oltre ad essere la provincia che incide di più sulle esportazioni, è la seconda in termini di importazioni, con una quota pari al 14,9% quasi esclusivamente per i metalli preziosi. Vicenza occupa il terzo posto nella graduatoria: importa per circa 1.976 milioni di euro (il 13,7% del totale del settore), 1.835 dei quali in metalli preziosi (93%). Da segnalare la presenza in decima posizione di Avellino che importa esclusivamente metalli preziosi.

Approfondendo l'analisi sulle province appartenenti ad Assicor, emerge come esse concentrino ben il 72,2% delle vendite all'estero di prodotti di oreficeria, argenteria e affini del 2001, mentre la quota corrispondente per le importazioni è pari a 55,2%.

La dinamica degli scambi commerciali del settore mostra un andamento crescente negli ultimi anni, sia per l'import che per l'export: nel 2001, rispetto al 1997, le esportazioni complessive a livello nominale in media annua sono aumentate del 9,3% contro un incremento del 6,8% dell'export nazionale, mentre le importazioni hanno fatto registrare una variazione positiva del 9,3% medio annuo a fronte di un aumento più consistente dell'import complessivo (10,4%).

In particolare, è nel 2000 che si registrano gli incrementi tendenziali maggiori con un 22,1% per le esportazioni ed un 24,2% per le importazioni. Nel corso del 2001, invece, le variazioni tendenziali sono state più contenute: le esportazioni del settore sono aumentate del 2,6%, variazione inferiore all'aumento nazionale (3,6%), mentre, l'import ha fatto registrare un incremento del 4,8% contro solo lo 0,6% nazionale.

L'analisi per aree geografiche mostra come, nel 2001, l'incremento tendenziale più marcato delle esportazioni si sia registrato nei confronti dell'Oceania (17,3%) e dell'America (8,4%). Le riduzioni hanno invece riguardato l'Africa (-6,8%) e in misura più lieve l'Asia (-1,8%). Pressoché invariato il volume esportato in Europa nel suo complesso, nonostante un incremento tendenziale del 6,2% verso i paesi dell'Unione Europea, che, come detto in precedenza, assorbono circa il 40% dell'export totale del settore.

Sul versante delle importazioni, un incremento molto marcato ha riguardato l'Africa (35%) e in misura nettamente inferiore l'Asia (8%). Per quanto riguarda l'Europa, principale origine di flussi di merci verso l'Italia per il settore dei preziosi, le importazioni sono aumentate del 2%, valore che sale restringendo l'analisi ai paesi dell'Unione Europea (7%). Flessioni negli acquisti, viceversa, si sono registrati da parte dell'Oceania (-13%) e dell'America (-1,6%, diminuzione in particolare del 4% per l'America del Nord).

In merito ai saldi commerciali, nel 2001, sono risultati positivi solo gli scambi con l'America, in particolare con l'America del Nord, e con l'Asia; ampiamente negativi i saldi con l'Europa, in misura minore per quanto riguarda l'Unione Europea.

L'analisi più approfondita tra i principali Paesi di destinazione dei prodotti dell'OAA, mostra che, nel 2001, si sono registrati gli incrementi tendenziali maggiori nei confronti della Spagna (12,6%) e dei Paesi Bassi (10,5%). Importanti aumenti dell'export si sono osservati anche nei confronti degli Stati Uniti e della Germania. Le vendite negli USA sono aumentate di 115 milioni di euro facendo registrare un incremento del 5,8%, mentre le esportazioni verso la Germania sono passate da 836 a 894 milioni di euro con un aumento tendenziale del 6,9%. In flessione sono risultate invece le vendite in Svizzera, diminuite di 129 milioni di euro (-17,3%), e quelle nei confronti di Hong Kong (-18,9%).

In diminuzione, infine, sia pur in misura minore, sono risultate le esportazioni verso Austria (-5,5%) ed Emirati Arabi (-2,9%).

Tra i principali Paesi di importazione per il settore nel 2001 si è registrato, nella maggior parte dei casi, un aumento del volume degli acquisti.

In particolare, le importazioni dalla Repubblica Sudafricana nel 2001 hanno fatto registrare un incremento di oltre il 40%. Particolarmente elevato è stato anche l'incremento dei valori relativi alla Russia (+28,9%) e alla Spagna (+18,3%). Per la Germania, secondo Paese fornitore per il settore, il volume degli acquisti da parte dell'Italia è cresciuto di 201 milioni di euro, producendo un incremento pari al 12%.

Per quel che riguarda le flessioni delle importazioni, è da notare come nei confronti della Svizzera, principale Paese d'origine del settore, gli acquisti hanno fatto registrare una riduzione piuttosto consistente, pari a 373 milioni di euro, traducendosi in una diminuzione tendenziale dell'11,7%.

La diminuzione più ampia, tuttavia, ha riguardato gli Stati Uniti, da parte dei quali si è registrata una contrazione pari a -22,9%.

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