La presenza artigiana

Home > Ricerche, Studi > Atlante del settore dell'Oreficeria, Argenteria e Affini

Il ruolo dell'artigianato nel settore dei metalli preziosi è decisamente rilevante: al 30 giugno 2002 le imprese artigiane impegnate nell'oreficeria, nel settore sono 14.661, rappresentando circa il 40% delle imprese totali, quota che pone in evidenza la specifica vocazione artigiana del settore, che incide, sempre in termini di imprese, nel caso del totale dell'economia, in una misura pari a 28,5%.

In termini di occupazione, il settore impiega al 2001 35.523 addetti artigiani, pari a oltre un terzo del comparto dei preziosi.

L'analisi distinta per le attività di produzione e distribuzione mette in evidenza come il peso della componente artigiana riguardi (ovviamente) in maniera quasi esclusiva la prima rispetto alla secon-da.

Seguendo la classificazione ATECO, nel comparto della manifattura dei metalli preziosi le imprese ammontano a 10.265 unità (ben l'82,2% delle imprese totali) ed impiegano 26.538 addetti (il 51,5% degli addetti complessivi). Tra le varie classi di attività, nella "Fabbricazione di oggetti di gioielleria e articoli annessi n.c.a." (codice 36.22), le imprese a carattere artigiano rappresentano l'83,2 % delle imprese totali della classe. Nelle altre attività manifatturiere del settore la diffusione delle imprese artigiane è meno marcata, pur superando sempre la metà della consistenza complessiva.

Se si analizza il comparto distributivo, si nota come l'artigianato non abbia un peso così rilevante, se si considera peraltro nell'ambito dell'ATECO 91 la collocazione "atipica" all'interno del settore distributivo delle riparazioni.

Le imprese a carattere artigiano ammontano in tal caso a 4.396 unità, pari al 18,4% delle imprese complessive, ed impiegano 8.985 addetti (il 17,4% degli addetti totali). Spicca, per quanto detto, la situazione delle attività di "Riparazione di orologi e gioielli" (52.73), in cui la quasi totalità delle imprese (88,1%) e degli addetti (87,7%), in analogia con quanto visto per il settore manifatturiero, risulta essere appartenente all'artigianato.

Per quanto riguarda le dimensioni medie, le imprese artigiane del settore dei preziosi presentano un numero di addetti per impresa leggermente inferiore rispetto alla media (2,4 addetti contro i 2,8 registrati per l'OAA in complesso). Anche per le artigiane si riscontra la maggiore dimensione per le attività di produzione, con una distanza comunque inferiore rispetto al commercio a fronte di quanto verificato nel comparto preso in generale (il "delta" è pari a 1,3 addetti). Occorre peraltro ricordare di nuovo che, di fatto, le imprese artigiane registrate sotto la voce "commercio" si configurano come attività di riparazione.

A livello di distribuzione geografica, sia le imprese artigiane che i relativi addetti, risultano localizzati prevalentemente nel Centro: la quota di entrambi gli aggregati (rispettivamente pari a 26,9% e 28,4%) supera infatti il valore del Nord-Ovest rispetto a quanto registrato per il settore visto nel com-plesso.

Nel caso del Mezzogiorno si verifica una contrazione dell'incidenza della ripartizione sul totale Italia rispetto al settore dell'OAA visto in complesso: su passa da 31,1% a 25,7% per le imprese e da 27,6% a 24,1% per gli addetti. In sostanza, come sarà ulteriormente chiarito nella sezione relativa all'approfondimento territoriale del fenomeno, il Sud del Paese si caratterizza per una presenza sì consistente di attività riguardanti i metalli preziosi, ma concentrate non nella produzione, quanto piuttosto della commercializzazione dei prodotti, risultato spiegabile da un lato da una minore cultura locale nella lavorazione artigiana, e dall'altro da una maggiore propensione al consumo di beni dell'OAA.

A livello provinciale, la "vocazione" artigiana emerge sia in realtà in cui il settore dei preziosi non assume una dimensione rilevante, sia in aree di tradizionale specializzazione in OAA.

Tra le province in cui la presenza di imprese artigiane supera o è pari al 50% (14 in tutto), accanto a Bolzano, Pavia, Forlì-Cesena, Nuoro, ecc., aree in cui il peso dell'OAA sul totale nazionale non raggiunge l'1%, si trovano anche Alessandria, Arezzo e Firenze, tra le principali realtà del settore dei metalli preziosi del Paese.

Con riferimento alle province aderenti ad Assicor, Vicenza presenta comunque un valore prossimo alla soglia (48,9%), mentre le aree "meno artigiane" sono Milano, Torino, Caserta e Napoli.

torna indietro